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La Dea dei baci Ippolita Avalli

La Dea dei baci

Ippolita Avalli

Published
ISBN : 9788880892458
Paperback
212 pages
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 About the Book 

A due passi scorre lAdda. Ma è davvero lAdda o il mare che si stende davanti a Troia sconfitta? La campagna si dispiega attorno a un paesino della Bassa tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta. Non a caso, però, di quelMoreA due passi scorre lAdda. Ma è davvero lAdda o il mare che si stende davanti a Troia sconfitta? La campagna si dispiega attorno a un paesino della Bassa tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta. Non a caso, però, di quel paese, così facilmente rintracciabile sulle carte, non si dice mai il nome. Perché, in realtà, quello è il luogo e il tempo dellinfanzia e dunque del mito per definizione. E in questo luogo e in questo tempo che si svolge la lotta stremante fra una bambina non amata e il padre adottivo, uomo di potere che riesce a tradurre i propri fallimenti e la propria meschinità solo in furore cieco e atti di crudeltà inaudita. Fino al momento in cui Giovanna - anchessa alla ricerca del proprio vero nome, dunque della possibilità di esistere - appena adolescente troverà la forza di andare via, verso una qualche salvezza possibile. Giovanna racconta in prima persona ma non si rivolge mai ai lettori. Lei parla a quel padre feroce eppure così amato, e solo a lui, sempre, anche quando è fuori scena. E racconta appunto questa lotta senza quartiere, la propria capacità di resistere, reagire, contrattaccare. Colpo su colpo. Colpa su colpa. Istintivamente è nella grande poesia classica che Giovanna trova la forza di cui ha bisogno. Legge Omero, Virgilio, mentre ci racconta che, nella realtà, si chiama Omero il suo unico amico, Glauco il primo amore (Glauco, un giostraio arrivato in paese per la festa dellIncoronata, ma anche leroe alleato di Priamo nella guerra di Troia), e Lampo il cavallo prediletto di Ettore e il laido nonno acquisito nella quotidianità reale. Questa storia di dolore estremo che, nellintrecciarsi dei destini, ha il sapore della tragedia greca, è emozionante. Ma proprio la durezza dei caratteri non lascia alcuno spazio al commovente, al patetico.